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Le parole della psicologia
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ImageContinuamente, in campo specialistico, viene usato un linguaggio da "addetti ai lavori" che assume e mantiene uno specifico significato per chi opera nel medesimo campo ma può risultare incomprensibile, o addirittura fuorviante, per chi invece vive ed opera in un campo diverso o non specifico. Spesso i termini risultano sovrapporsi nel loro manifestarsi esteriore ma assumono un significato diverso che può portare, e spesso porta, ad equivoci ed incomprensioni fra persone che magari tendono allo stesso obiettivo finale, come accade fra psicologo, psicoterapeuta e paziente.

Per facilitare la comprensione del linguaggio usato dagli "specialisti" psicologi e dai loro affini (psichiatri, neurologi, etc.) abbiamo pensato di realizzare questo breve glossario dei termini di uso più frequente così che chiunque possa consultarlo e "capire" di cosa stiamo parlando. Naturalmente il campo è vastissimo e perciò introdurremo inizialmente i termini di uso più comune per poi passare a quelli più specifici e specialistici. Quindi questa sezione sarà in continuo divenire e chiediamo aiuto a tutti i nostri amici per conoscere i loro bisogni ed eventualmente,accontentarli. Contemporaneamente chiediamo aiuto ai nostri Colleghi perchè vogliano contribuire con loro materiale allo sviluppo de "Le parole per dirlo..." 

 

Qui di seguito alcune parole in continuo aggiornamento catalogate alfabeticamente.

Un click sulla parola farà comparire la definizione.
Se vuoi inserire tu una definizione clicca qui  

 

 

A

Reazione di esteriorizzazione mediante la quale un soggetto "si libera" di una rimozione affettiva più o meno antica, celata nel proprio inconscio. Tale reazione può essere spontanea provocata (psicoanalisi). Sinonimo di catarsi.


Assenza, mancanza oppure diminuzione di volontà.

Impossibilità di restare seduti, bisogno imperioso e incessante di camminare, di diversa origine

Dipendenza psicologia che si innesca quando una persona, nel contatto con un particolare oggetto, si sperimenta in maniera diversa e legge tale ristrutturazione del sé come positiva e più funzionale.
 

E' un termine che si riferisce alla teoria della percezione di Gibson e sta a significare le proprietà reali e percepite di un oggetto.
 

Il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni ed esterni esprimendo aggressività verso gli altri in modo indiretto o subdolo. Vi è una facciata di compiacenza manifesta che maschera resistenza, risentimento, od ostilità profonde. L'aggressione passiva spesso si manifesta in risposta a richieste di atti o prestazioni indipendenti, oppure alla mancata gratificazione di desideri di dipendenza, ma può rivelarsi adattiva in soggetti in posizione subordinata che non hanno altri modi per esprimere più apertamente i propri punti di vista. 
 


Comportamento volutamente ostile con l'intenzione di danneggiare, offendere o sminuire altri (in casi particolari sè stessi) in modo tale da raggiungere obiettivi egoistici sopravvalutati.L'interpretazione delle cause varia in base alla teoria adottata. Esse possono essere:Endogene: si assume l'esistenza di una pulsione evolutiva aggressiva;Condizionali: apprendimento dal successo di comportamento aggressivi;Differenziali: supporto di determinate caratteristiche, ad esempio affettività o autoaffermazione o attribuzione di colpe ad altri;Psicoanalitiche: ad esempio: aggressione come conseguenza della frustrazione;Socioteoritiche: come esercizio strumentale del potere;Cognitive: come stato di crisi in situazioni decisionali ambivalenti;Motivazionali: come combinazione emozionale insieme a ira, ansia, rabbia, etc., oppure aggressione su comando;Teoria dell'azione: in seguito all'intensificazione di interazioni.Per eliminare o ridurre l'aggressione vengono proposti metodi sia di smantellamento (ad esempio, condizionamento avversativo di segnali di aggressione) che si ricostruzione (ad esempio: distensione. controllo dell'ira).


Paura eccessiva (non realistica) della folla e degli spazi aperti  come strade e piazze, che spinge molti agorafobici ad evitare la situazione fobigena. Il soggetto agorafobico spesso evitare di uscire di casa salvo necessità. Nella maggior parte dei casi il soggetto con agorafobia si fa accompagnare. L'agorafobia è un disturbo d'ansia spesso in comorbilità con un disturbo da attacchi di panico. Il DSM-IV distingue gli attacchi di panico con o senza Agorafobia
 


ImageSi definisce alessitimia quella patologia della menteche si manifesta tramite il deficit della sensibilità emotiva ed emozionale,palesato dall'incapacità di percepire, comprendere e soprattutto descrivere verbalmente i propri e gli altrui stati emotivi.Letteralmemte significa "non avere le parole per le emozioni".Il termine fu coniato da John Nemiah e Peter Sifneos all'inizio degli anni '70 e da loro definito come un disturbo trasversale a tutte le categorie della nosolgia psichiatrica, particolarmente evidente nei pazienti psicosomatici,nei tossicodipendenti e nei pazienti affetti da Sindrome Post-Traumatica da Stress (PTSD). Il nome venne divulgato per la prima volta nel 1976 alla XI Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche.
 
 


L'allucinazione è una falsa percezione in assenza di uno stimolo esterno reale.Le allucinazioni si possono verificare in ognuna delle modalità sensitive, in particolare riconosciamo allucinazioni visive, uditive, gustative, olfattive e tattili e fenomeni allucinatori cenestesici, enterocettivi, protopatici. 


Perdita di memoria. I tipi di amnesia sono: anterograda Perdita di memoria riguardante gli eventi che si verificano dopo che si è manifestato l’agente o la condizione eziologia, retrograda Perdita di memoria riguardante gli eventi che si sono verificati prima che si manifestasse l’agente o la condizione eziologica.


Descrive l'incapacità di un paziente a provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente piacevoli come dormire, nutrirsi, le esperienze sessuali e il contatto sociale.
 


ImageSensazione di eccitazione che opprime e fa rabbrividire, dal senso passeggero di oppressione a forme di apprensione, sgomento, senso di paralisi, fino alla disperazione cronica ed al panico. Da un punto di vista psicologico si distingue l'angoscia come stato (State anxiety, tensione legata ad una forte minaccia) e come proprietà (Trait anxiety, disposizione all'angoscia indipendentemente dalla presenza di minacce). Le teorie sull'angoscia sono state sviluppate soprattutto dalla psicoanalisi, dalla teoria dell'apprendimento e dalla psicologia cognitivista. In psicoanalisi (Freud), l'Io è considerato un "luogo d'angoscia" al quale, attraverso segnali d'angoscia provenienti dall'esterno ("angoscia reale"), affluiscono sensazioni d'angoscia, le pulsioni dell'Es ("angoscia nevrotica") e le minacce del Super-Io ("angoscia della coscienza").

Con la rimozione di avvenimenti traumatici i segnali d'angoscia possono ampliarsi in una angoscia liberamente fluttuante. Le teorie dell'apprendimento sull'angoscia si basano sia sui rapporti con un sistema nervoso debole (I.P.Pavlov) che sui legami tra riflesso condizionato e costellazioni ansiogene, fattori che in seguito possono accrescere quantitativamente le reazioni d'angoscia. Nella teoria cognitivista dell'angoscia si evidenziano in particolare lòe conseguenze emozionali dell'elaborazione individuale delle informazioni in rapporto alla percezione dell'angoscia.

Questi meccanismi cognitivi si possono interpretare come una caduta del controllo interno (J.B.Rotter), come incapacità appresa (E.P.Seligman), o come conseguenza di perdite di controllo dovute a estraneità, ostacoli del movimento, incertezza, perdita del senso di protezione, abbandono, anticipazioni di pericoli, incertezza del futuro, disperazione, etc. Oltre agli stati cronici d'angoscia esiste anche una mancanza patologica d'angoscia, che fa ignorare i momenti di pericolo, ad esempio a causa di aggressività latente. Esiste inoltre il desiderio di angoscia come "giocare col fuoco", in cui il rischio può avere un effetto vitalizzante. L'eliminazione dell'angoscia patologica è un obiettivo di tutti gli importanti orientamenti psicoterapeutici. Si tenta inoltre di ottenere una autoregolazione dell'angoscia fondata soprattutto sull'abitudine ai segnali d'angoscia.
 

Perdita del senso dell'olfatto. Può essere un sintomo del disturbo di conversione

Perdita della capacità di eseguire movimenti volontari; i pazienti aprassici hanno difficoltà a produrre su richiesta delle risposte che riescono invece a produrre facilmente quando non ci pensano.

Risveglio ossia secondo la neurofisiologia la riattivazione dell’encefalo che lo produce

Difficoltà a riconoscere gli oggetti attraverso il tatto, non attribuibile a un semplice deficit sensoriale o ritardo mentale.
 


Improvvisa comparsa di stati d'ansia incontrollabile, che può raggiungere intensità notevole, accompagnati da vissuti emotivi a connotazione angosciosa e sensazione di impotenza e di perdita delle proprie capacità di reazione. Gli adp insorgono solitamente in ambienti e situazioni con specifica valenza emotiva per il soggetto o con un certo potenziale stressogeno (p.es. luoghi affollati, traffico, etc.). 
 


Si riferisce all’esattezza con cui un metodo di misurazione valuta una caratteristica in uno stesso soggetto (o in un gruppo di soggetti) quando questo venga sottoposto allo stesso test in una diversa occasione o condizione. 
 


L'autoaiuto è la traduzione del termine inglese self-help e indica in generale ogni iniziativa di "aiuto fai da te". L'autoterapia è una forma particolare di autoaiuto mirata alla soluzione di problemi psicologici e disturbi mentali.Nell'autoaiuto, la persona che ha un problema di carattere psicologico, relazionale, sanitario, educativo, o anche pratico, invece di rivolgersi a un professionista per ottenere i suoi servizi, compie azioni utili a risolvere da sé, o con la collaborazione di persone che vivono circostanze difficili simili, il proprio problema. Le principali forme di autoaiuto sono la lettura di libri e la creazione - associazione a gruppi di auto e mutuoaiuto. 


Valutazione circa le informazioni contenute nel concetto di sé; è la reazione emotiva che le persone sperimentano quando osservano e valutano cose diverse su di sé ed è collegato alle credenze personali circa le abilità, le capacità, i rapporti sociali, e i risultati futuri.Il concetto di autostima e il concetto di sé sono quindi collegati ma diversi; inoltre, sebbene l'autostima sia collegata con il concetto di sé, e quindi influenzata dal suo contenuto, è possibile per le persone credere cose oggettivamente positive (come riconoscersi capacità scolastiche, atletiche, o artistiche), ma continuare a non amare realmente sé stesse. Viceversa, è possibile per le persone amare sé stesse, ed avere quindi un’alta autostima, malgrado la mancanza di qualunque indicatore oggettivo che sostenga una così positiva visione di sé. Vedremo più avanti perché. 
 

B



Formazione dei concetti di base.Il primo dei tre livelli gerarchici dei concetti, il secondo è subordinato e il terzo è superordinato.


fotoricettori della retina, contenenti rodopsina, sensibili a livelli bassi di luce, ma non al colore
 


Psicofarmaci che appartengono alla classe maggiormente utilizzata nel trattamento sintomatico dell'ansia, di qualsiasi origine. Agiscono sul controllo dell'ansia tramite il legame con recettori specifici che a loro volta attivano quelli per il GABA.


Definito anche zoofilia è la tendenza esclusiva ad avere rapporti con gli animali. In passato era tipico degli ambienti rurali, in generale è praticata come limite estremo di immoralità o desiderio di sensazioni eccentriche.


Con tale termine si fa riferimento al valore della lettura come mezzo di crescita personale, attraverso il quale si possono compiere riflessioni che permettono di comprendere meglio le proprie problematiche o le questioni importanti per il proprio benessere. In questo senso generale la biblioterapia è una forma di autoterapia.In senso più ristretto la biblioterapia è una tecnica d'intervento che viene impiegata nella terapia cognitivo comportamentale e che consiste nell'utilizzo di libri, pubblicazioni e opuscoli come aiuto alla terapia stessa.

Lo psicoterapeuta consiglia testi, o parti di testi, che il paziente può consultare a casa, nell'intervallo tra una seduta e un'altra. L'uso della biblioterapia si basa sulla convinzione che il cambiamento che si desidera ottenere con una psicoterapia possa essere facilitato se ai colloqui si aggiungono altri elementi che possono rimanere presenti anche al di fuori della seduta.

Le parole dello psicoterapeuta possono essere dimenticate o sembrare meno convincenti una volta che il paziente esce dal suo studio e torna nel proprio ambiente.Il fatto di avere dei testi che riprendono le considerazioni fatte durante la seduta, aiuta la persona a comprendere meglio gli argomenti affrontati insieme al terapeuta. Infatti, durante il colloquio il paziente spesso non è nella condizione migliore per poter imparare cose nuove, utili per la comprensione e il miglioramento della sua situazione: egli può essere in uno stato emotivo non adatto all'ascolto (per es. può essere in ansia o triste), può avere il desiderio di parlare più che di ascoltare, può avere difficoltà a riflettere in presenza di un'altra persona.

A casa, invece, egli può scegliere il momento più adatto per pensare ed è possibile che, da solo, riesca a comprendere meglio certe questioni. Naturalmente le letture proposte vengono poi discusse nelle sedute successive, in modo da valutare che effetto abbiano avuto sul paziente e da chiarire eventuali ambiguità o incomprensioni.I libri proposti possono servire per fornire informazioni su determinati argomenti specifici. Nel caso di un problema sessuale, per esempio, è possibile che la mancanza di nozioni sul funzionamento fisiologico e sessuale nell'uomo e nella donna costituisca parte del problema: la lettura di un testo che spieghi in maniera chiara tali aspetti può essere utile per il paziente.

Oppure può venire consigliato un testo che spieghi in che cosa consiste la RET in modo che il paziente abbia la possibilità di comprendere meglio l'approccio che seguirà nel corso della terapia. In casi come questo, la biblioterapia ha uno scopo prevalentemente didattico: si tratta di fare in modo che il paziente apprenda delle nozioni la cui conoscenza può facilitare il superamento del problema e il proseguimento della terapia 
 


Disturbo "mentale" che si manifesta con costanti abbuffate caratterizzate sia dal mangiare in un definito periodo di tempo (es. due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo in circostanze simili, sia dalla sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando). I bulimici ricorrono ad inappropriate condotte compensatorie al fine di prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
 


C



gruppo di soggetti scelto secondo criteri tali da far supporre che i risultati da essi ottenuti in una certa ricerca siano gli stessi che si otterrebbero considerando tutta la popolazione di cui essi fanno parte.

Termine con cui si fa riferimento alla personalità del soggetto cos" come essa si è venuta formando grazie all'interazione fra le componenti innate (temperamento) e le influenze ambientali. Attualmente usato come sinonimo di personalità.

parte del sistema nervoso centrale, racchiusa nella scatola cranica, implicato nel controllo del movimento, nella cooordinazione sensomotoria e nella memoria di azioni motorie.


  Parte del sistema nervoso centrale, racchiusa nella scatola cranica, implicata nel controllo dell'attività sia fisica che psichica.
 


Patologia dell'umore caratterizzata dall'alternanza di tonalità depressive ed euforiche (psicosi maniaco - depressiva). Questa condizione psichica è stata interpretata anche come caratterizzata da depressione come risposta alla perdita di un oggetto che può essere reale o immaginario, ma comunque introiettato, di cui il soggetto si lamenta e si incolpa e da manie come un compenso antidepressivo per negare la perdita e la colpa.
 


Soggetto la cui condizione psicologica è caratterizzata da fasi o cicli in cui l'umore è alternativamente depresso o maniacale (vedi ciclotimica). Nella teoria di Kretschmer è uno dei tre tipi costituzionali, caratterizzato sul piano fisico da costituzione picnica, bassa e tozza, e sul piano del temperamento da alternanza umorale. Cattel, invece, ne sottolinea l'adattabilità, la fiducia e la modestia.
 


La caratteristica fondamentale è la ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti anche se non ve n’è alcun bisogno per l’uso personale o per il valore economico. Il soggetto prova una sensazione soggettiva crescente di tensione prima del furto, e prova piacere. gratificazione, o sollievo dopo averlo commesso. Gli oggetti vengono rubati nonostante siano tipicamente di scarso valore per il soggetto, che avrebbe potuto pagarli e spesso li dà via o li getta. Occasionalmente il soggetto può ammucchiare gli oggetti rubati o restituirli di nascosto. Sebbene i soggetti con questo disturbo evitino generalmente di rubare quando è probabile l’arresto immediato (per es., sotto gli occhi di un agente di polizia), essi di solito non programmano i furti né considerano appieno la possibilità di essere arrestati. Il furto è compiuto senza assistenza o aiuto da parte di altri.


L'espressione "complesso di inferiorità" evidenzia le debolezze presenti in ogni individuo, siano esse reali o immaginarie, fisiche, psichiche o sociali, e mette inoltre in rilievo la forte tendenza alla ricerca della perfezione e della totalità. 


Il comportamentismo può essere visto secondo due prospettive: quella teorica e quella clinica. In generale le teorie del comportamento si basano sul principio che tutti i comportamenti "anormali" vengano acquisiti e mantenuti allo stesso modo dei comportamenti cosiddetti "normali", e sia il risultato di un apprendimento. I tre principali approcci della terapia comportamentale sono: 1. l'analisi applicata del comportamento 2. il modello neocomportamentale di mediazione stimolo-risposta e 3. la teoria socio-cognitiva.


Indica la tendenza coercitiva ed irrazionale che il spinge l’individuo a mettere in atto determinati comportamenti di cui egli stesso riconosce l’inutilità e l’inadeguatezza, ma la cui mancata esecuzione provoca in lui una sensazione di angoscia (caratteristica della nevrosi ossessiva).


Si indica con tale termine la trasformazione di un conflitto psichico in sintomo fisico delegato a rappresentare un conflitto simbolico intrapsichico o l'appagamento di un desiderio 


È un concetto strettamente connesso con quello di stress, infatti indica l'insieme delle strategie cognitive (o mentali) e comportamentali messe in atto da una persona per fronteggiare una situazione di stress. In altre parole, si riferisce sia a ciò che un individuo fa effettivamente per affrontare una situazione difficile, fastidiosa o dolorosa o a cui comunque non è preparato, sia al modo in cui si adatta emotivamente a tale situazione. Nel primo caso si parla di coping attivo, nel secondo di coping passivo.

In generale il coping attivo è più efficace, dal punto di vista dell'adattamento, quando la fonte dello stress può essere modificata o eliminata, mentre il coping passivo lo è quando la fonte di stress non è evitabile o il soggetto non ha alcuna influenza su di essa. In altre parole, il processo di coping può essere suddiviso in due componenti distinte e contrapposte: la gestione dei problemi e la gestione delle emozioni. La prima consiste nel cercare di liberarsi del problema; la seconda, nel cercare di liberarsi della sofferenza causata dal problema. Presumibilmente, le persone ricorrerebbero al coping basato sulla soluzione di problemi quando le situazioni difficili sono modificabili, ma in caso contrario si rivolgerebbero al coping di riduzione.  


D

Falsa convinzione basata su erronee deduzioni riguardanti la realtà esterna, che viene fermamente sostenuta contrariamente a quanto tutti gli altri credono e a quanto costituisce prova ovvia e incontrovertibile della verità del contrario. La convinzione non è di quelle ordinariamente accettate dagli altri membri della cultura della persona. Spesso risulta difficile distinguere tra un delirio e una idea prevalente (nel qual caso il soggetto ha una idea o una convinzione irragionevole, ma non la sostiene così fermamente come nel caso di un delirio). I deliri vengono suddivisi a seconda del loro contenuto. Alcuni dei tipi più comuni vengono elencati qui di seguito: Bizzarro Delirio centrato su fenomeni che la cultura del soggetto considera totalmente non plausibili Erotomanico L’idea delirante che un’altra persona, di solito di rango elevato, sia innamorata del soggetto; Di gelosia delirante Il delirio che il proprio partner sessuale sia infedele;

Di inserzione del pensiero Delirio che alcuni dei propri pensieri non siano i propri, ma piuttosto vengano inseriti nella propria mente; ; Di trasmissione del pensiero Delirio che i propri pensieri vengono trasmessi fuori ad alta voce, cosicché possono essere percepiti dagli altri;Di riferimento Delirio il cui tema è che gli eventi, gli oggetti, o le persone del proprio immediato circondario abbiano un significato particolare e inusuale; Grandioso Delirio di aumento del proprio valore, potere, sapere, identità, o di speciale relazione con qualche divinità o persona famosa; Persecutorio Delirio in cui il tema centrale è che uno (o qualcuno a lui prossimo) stia venendo aggredito, molestato, ingannato, perseguitato, o fatto oggetto di cospirazioni Somatico Delirio il cui contenuto principale riguarda l’aspetto o il funzionamento del proprio corpo.


In psicologia clinica questa definizione indica una delle cause principali dei disturbi psichici. Si suppone che esista un meccanismo per cui una carenza di cure o di stimoli da parte dell'ambiente condurrebbero a uno sviluppo psichico insufficiente, che non può venire recuperato o riequilibrato in seguito. Vi si contrappongono esperienze di autostimolazione che non permettono uno stato psichico carente.

Perciò attualmente il concetto teorico di deprivazione è ancora poco chiaro. Non tutte le forme di ritiro dalla vita sociale portano all'insorgenza di disturbi psichici. na serie di situazioni di deprivazione sono considerate particolarmente pericolose: mancanza della madre, isolamento, ospedalizzazione, perdita del partner, disoccupazione, autoalienazione, frustrazione di bisogni centrali, perdita del retroterra culturale, retrocessione di status, danni alla socializzazione, isolamento nella vecchiaia.
 


Consiste nell’esposizione sia "in vivo" che "in immaginazione" agli stimoli ansiogeni al fine di desensibilizzare il paziente rispetto a quelle situazioni.


Gravi difficoltà nella lettura non riconducibili a scarsa intelligenza generale, nè a svantaggio socio-culturale, nè a scarsa motivazione.
 


Distribuzione di punteggi attorno ad un valore centrale. Misure di dispersione particolarmente usate sono la deviazione standard e la varianza (vedi).
 


Processo per cui determinati pensieri, atteggiamenti o altre attività psicologiche perdono la loro normale relazione con altre attività o con la restante personalità, si scindono e funzionano in modo più o meno autonomo. In tal modo pensieri, sentimenti ed atteggiamenti incompatibili dal punto di vista della coscienza possono convivere senza che si produca un conflitto tra di essi. Uno stato dissociativo cronico è da considerarsi patologico: p.es. la dissociazione sistematica tra affetto e pensiero, quale quella che si incontra nei gravi disturbi schizofreniformi, è indice di una alterata modalità di funzionamento psichico che si riflette negativamente nel rapporto con sè stessi e con gli altri. 
 


Insieme di punteggi ordinati per grandezza e raggruppati secondo dati intervalli. Una distribuzione di frequenza indica quante volte ricorre ciascun raggruppamento di punteggi.
 


Distribuzione ("a campana") caratterizzata dal fatto che le frequenze della maggior parte dei punteggi (circa 2/3 dei punteggi) si colloca fra +1 e -1 deviazioni standard, mentre le frequenze degli altri diminuiscono progressivamente con l'avvicinarsi ai punti estremi (in modo che vi sia più del 94% dei punteggi tra +2 e -2 deviazioni standard).
 

I disturbi somatoformi sono sei: disturbo di conversione, disturbo di somatizzazione, disturbo somatoforme indifferenziato, disturbo algico, ipocondria, disturbo di dismorfismo corporeo. Essi sono accomunati da lamentele circa il proprio stato fisico e da preoccupazione somatica, entrambe non attribuibili ad una causa fisiologica o ad un altro disturbo mentale. I soggetti che ne sono affetti spendono moltissimo tempo per visite ed esami in ambienti medici e psichiatrici, e spesso questo porta a diagnosi errate da entrambe le parti. Nei disturbi somatoformi la causa dei sintomi fisiologici, che, ricordiamo, non sono né simulati né sotto il controllo volontario della persona, è di natura psicologica.
 

Nel disturbo di conversione il soggetto presenta diversi sintomi somatici, generalmente riguardanti funzioni motorie o sensoriali volontarie; essi compaiono improvvisamente durante un evento o situazione stressante, e consentono alla persona di uscirne o comunque di evitare attività particolari non gradite. Un altro vantaggio secondario (vedi glossario) è dato dal fatto che per mezzo dei sintomi la persona riesce a concentrare su di sé l'attenzione di cui ha estremo bisogno. Esistono diversi tipi di disturbo di conversione, classificati a seconda della sintomatologia:
- disturbo di conversione con sintomi di tipo motorio;
- disturbo di conversione con attacchi epilettiformi o convulsioni;
- disturbo di conversione con deficit sensitivi;
- disturbo di conversione con sintomi misti.
Questi sintomi sono tali da suggerire un danno neurologico, ma le indagini cliniche non evidenziano alcuna disfunzione o alterazione a carico degli organi o del sistema nervoso. I soggetti quindi sono fisiologicamente normali, ma possono manifestare gravi sintomi quali cecità, paralisi, anestesia, afonia, anosmia.Un ulteriore sintomo, il quale suggerisce la genesi psicologica del disturbo, risiede nel comportamento dei soggetti nei confronti delle proprie manifestazioni somatiche: essi appaiono sereni e non preoccupati o ansiosi di liberarsene, e non mostrano di metterle in connessione con le circostanze stressanti in cui hanno avuto inizio. I sintomi di conversione si manifestano generalmente durante l'adolescenza o nella prima età adulta, e anche se un episodio può terminare improvvisamente, la probabilità che il sintomo ricompaia, nella forma precedente o in una forma diversa, è molto alta
 


Stato di alterazione della percezione di sè stessi e del riconoscimento della propria identità; sensazione di estraneità a sè stessi nell'ambito di un vissuto a connotazione angosciante che può presentare, nei casi più severi, correlate sensazioni di dispercezione corporea ed alterata percezione del tempo e/o dello spazio. 
 


Stato depressivo dell'umore associato a sintomi spesso neurastenici, ipocondriaci.
Originariamente il termine si riferiva ad una condizione protratta di malinconia. Più recentemente è stato utilizzato per indicare quelle forme di nevrosi che sono contemporaneamente caratterizzate da una accresciuta forma di introversione (depressioni reattive, fobie, nevrosi ossessive).
 


Un tipo di disturbo psichico ad andamento fasico con manifestazioni di natura alterna maniacale e depressiva (anche "psicosi maniaco-depressiva). 
 


Forme di disadattamento della condotta profondamente radicate generalmente riconoscibili sin dall'adolescenza o anche prima, e che persistono per la maggior parte della vita adulta, sebbene diventino spesso meno evidenti nell'età media o avanzata.La personalità è anormale sia nell'equilibrio o nella qualità ed espressione delle sue componenti sia nelle sue caratteristiche globali.A causa di questa deviazione o psicopatia la persona soffre e vi sono effetti sfavorevoli per l'individuo o per la società.

Comprende quella che spesso è chiamata personalità psicopatica, ma se questa è determinata primariamente da una alterazione cerebrale, dovrebbe essere classificata come sindrome cerebrale organica non psicotica. Quando si presenta una anomalia della personalità direttamente correlata ad una nevrosi o ad una psicosi, per esempio personalità schizoide e schizofrenia o personalità anancastica e nevrosi ossessivo-compulsiva, dovrebbe essere diagnosticata anche la nevrosi o la psicosi correlata che appare in evidenza. 
 


Produzione (Guilford).Capacità di formulare, di fronte ad una situazione problematica, non una sola, ma svariate e diverse ipotesi per giungere alla soluzione.
 


Conflitto creato in una persona che riceve messaggi contradditori in una relazione importante, ma a cui è proibito andarsene o commentare sulla discrepanza. Il doppio legame viene anche utilizzato nelle moderne tecniche cliniche in psicologia per finalità terapeutiche  
 


E



Distorsione cognitiva che consiste nell'astrarre una regola generale da un episodio o da pochi episodi isolati e applicarla in modo troppo generalizzato ovvero a situazioni non correlate.


Indica una condizione attraverso la quale si possono sperimentare emozioni e preoccupazioni espresse da un'altra persona. Il termine empatia è così diffuso che spesso viene banalizzato a concetti del tipo "mettersi nei panni dell'altro". L'empatia è un fenomeno importante e complesso che si realizza attraverso noti processi psicofisiologici di sintonizzazione
 


Il termine empowerment deriva dal verbo to empower, che significa "favorire l'acquisizione di potere, rendere in grado di". Gli psicologi di comunità italiani preferiscono non tradurre questo termine inglese; Piccardo tuttavia suggerisce l'uso dei termini: "potenziamento, condivisione, delega e trasferimento del potere; apertura a nuovi mondi possibili; responsabilizzazione; aumento di capacità, sviluppo di potenzialità". Il concetto di empowerment viene inteso come un obiettivo cui arrivare tramite forme di auto-aiuto, che responsabilizzano e valorizzano il contributo del singolo, e varie forme di sostegno sociale, che riconoscono il valore della solidarietà e l'importanza delle interazioni ambientali.


Termine introdotto in psicoanalisi ed in psicologia da Sigmund Freud. Designa l'insieme delle pulsioni primarie, degli istinti, di ciò che è ereditario, inconscio, l'energia libidica che pretende immediata soddisfazione.
 

Distorsione cognitiva che consiste nel vedere una cosa molto più (esagerazione) o molto meno (minimizzazione) significativa di quanto non sia in realtà.


Studio delle cause e dei processi patologici che producono una malattia.
 


F



Produzione immaginaria della mente. In psichiatria si rileva in certi casi deliranti, nei mitomani e nella sindrome di Korsakov.


Famiglia i cui membri sono psicologicamente isolati l'uno dall'altro a causa di confini eccessivamente rigidi tra i partecipanti.

Timore abnorme di natura solitamente irrazionale nei confronti di uno specifico oggetto, situazione o attività che spinge il soggetto ad evitarli in maniera drastica; qualora l'evitamento non riuscisse si produrrebbe uno stato ansioso intenso o un disturbo panico. Alcune forme comuni sono la claustrofobia, l'agorafobia, la zoofobia, etc.. 


  Parafilia (perversione sessuale) in cui la focalizzazione comporta il toccare e lo strofinarsi con parti genitali contro una persona non consenziente


G

 

Neurotrasmettitore aminoacidico presente negli interneuroni inibitori del Sistema Nervoso Centrale (SNC). 


Dizigotici: gemelli sviluppatisi da due differenti uova fecondate. b) Monozigotici: gemelli sviluppatisi dallo stesso uovo fecondato.
 


Diagramma schematico del sistema di relazione di una famiglia, usato per individuare configurazioni familiari ricorrenti nelle generazioni. 


I

Rifiuto del culto per le immagini sacre.Il suo opposto è iconofilia


Termine utilizzato per la prima volta da Melanie Klein nel 1946. Indica una forma di proiezione interattiva, mediante la quale il soggetto mette il proprio stato d'animo e le proprie difese, dentro un'altra persona. L'Identificazione proiettiva è un processo inconscio, che può essere messo in atto per scopi comunicativi o come forma di difesa. 2. Il DSM-IV (A.P.A., 1994) definisce così l'identificazione proiettiva: "come nella proiezione, il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti interni ed esterni attribuendo erroneamente a qualcun altro i propri sentimenti, impulsi o pensieri inaccettabili.

A differenza della semplice proiezione, il soggetto non disconosce totalmente ciò che viene proiettato. Invece il soggetto rimane consapevole dei propri affetti o impulsi, ma li attribuisce all'altra persona, come reazioni ingiustificabili. Non di rado, il soggetto suscita negli altri quegli stessi sentimenti che prima attribuiva loro erroneamente, rendendo difficile valutare chi sia stato a cominciare. 
 


Indica la mancanza o la debole presenza di determinati tipi di comportamento rispetto ai propri simili, in genere aggressivi.


Senso soggettivo di difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno, o di cattiva qualità del sonno. I tipi di insonnia comprendono: iniziale Difficoltà ad addormentarsi, centrale Risveglio nel mezzo della notte, seguito eventualmente da riaddormentamento, ma con difficoltà, terminale Risveglio prima dell’ora abituale, con impossibilità di riaddormentamento.


(Anche autosservazione, osservazione dell'esperienza). Un metodo di osservazione in cui l'osservatore volge coscientemente l'attenzione ai propri processi psichici. 


Natura lenta, riflessiva, ritirata, che evita gli oggetti, si pone facilmente sulla difensiva, guarda con sospetto.
 


Distrubo nevrotico in cui la caratteristica principale è l'eccessiva preoccupazione per la propria salute in generale o per l'integrità e la funzionalità di qualche parte del proprio corpo, meno frequentemente, per la propria mente.Una valutazione medica completa non è in grado di individuare una condizione medica generale che possa spiegare pienamente le preoccupazioni del soggetto circa la sua supposta malattia o i suoi segni o sintomi fisici (per quanto possa talora essere presente una condizione medica generale concomitante.

Nella Ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la traspirazione; alterazioni fisiche di lieve entità (per es. una piccola ferita o un occasionale raffreddore); oppure sensazioni fisiche vaghe o ambigue. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente. In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca). Visite mediche ripetute, esami diagnostici e rassicurazioni da parte dei medici servono poco ad alleviare la preoccupazione concernente la malattia o la sofferenza fisica. 
 


Malattia mentale nella quale si manifesta sia un restringimento del campo di coscienza sia un disturbo delle funzioni motorie e sensoriali e che sembrano poter comportare un vantaggio psicologico o un valore simbolico.

L'isteria tende ad essere caratterizzata da fenomeni di conversione e la sintomatologia tende spesso a caratterizzarsi come risposta all'ambiente o a reazioni emozionali opprimenti ed apparentemente inaffrontabili dal soggetto.Il confine con la simulazione è spesso molto labile.  
 


L

(lat. labilis, scivolare, cadere). Fenomenologicamente appare come un errore che consiste nel pronunciare o scrivere una parola al posto di un'altra, una frase al posto di un'altra, ecc.. I lapsus sono, secondo Freud, dotati di significato [teorie deterministiche, ndc] e la loro analisi permette, come l'analisi dei sogni, delle sbadataggini e degli atti mancati, un approccio all'inconscio. 
 


Secondo la teoria psicoanalitica la libido è l'energia sessuale dalla quale l'uomo viene attivato a trarre piacere dalle zone erogene del corpo.In psichiatria la libido viene intesa, invece, in senso più generale ed identifica la totalità ed il grado dell'interesse amoroso o genitale dell'individuo. 
 


M

In psicologia emotocognitiva (Baranello, M.) la mappa traumatica è il risultato del processo costante di riorganizzazione della memoria. La mappa traumatica è essa stessa un processo dinamico, una funzione. Si definisce quindi mappa traumatica l'insieme integrato funzionale (non la somma) di eventi e situazioni emotivamente e cognitivamente considerati traumatici nel qui e ora, sia consapevoli sia inconsci sia subliminali, che potrebbero avere la funzione di un "trauma" attuale. Inoltre gli eventi e le situazioni che la hanno generata non hanno di per sé la stessa funzione traumatica che nasce dalla loro peculiare integrazione funzionale operata esclusivamente nel qui-e-ora.

Procedimento psicologico di natura solitamente inconscia cui l'individuo ricorre per proteggersi da ansia, angoscia, conflitti emotivi, stress psicofisici e fattori ambientali. I m.d.d. sono molteplici (p.es.:rimozione, soppressione, negazione, proiezione, scissione, etc..) ma ognuno di essi -se utilizzato troppo frequentemente ed in modo rigido- risulta disadattativo, poichè viene impedito un più adeguato contatto con la realtà. Alcuni m.d.d. (negazione, proiezione,scissione..) sono costantemente presenti in maniera massiccia nelle psicopatologie di entità più grave (disturbi paranoidei, forme schizofreniche, psicosi di vario tipo).
 


Evento o situazione soggettivamente dolorosa che di per sé e nella maggior parte dei casi, non provoca effetti significativamente negativi ai fini del processo di sviluppo della personalità. Un microtrauma non è un "trauma" ma traumatica può essere la costanza con cui tali eventi si ripetono. Un esempio di microtrauma può essere un rimprovero da parte di una madre nei confronti di un bambino. Questo tipo di azione ha spesso valore educativo e difficilmente produce conseguenze deleterie.

Nel momento però in cui l’atto avviene il bambino probabilmente  percepisce l'evento come soggettivamente doloroso. Se globalmente quella famiglia ha un buon funzionamento e l’episodio rimane isolato e motivato, allora è pensabile che non ci saranno conseguenze significative con connotazione negativa, e l'evento acquisisce quel valore educativo di cui sopra. Ma se questo tipo di situazione diventa un “abuso” cioè un cattivo o eccessivo uso del rimprovero, come costante nella modalità di approccio al bambino, allora le probabilità di un effetto negativo sul processo di sviluppo della personalità aumenterebbero. Lo stesso vale per microtraumi in età adulta in cui la funzione genitoriale è sostituita dalle funzioni consolidate del soggetto, dai legami affiliativi e da altri fattori psico-sociali.
 


Disturbo degenerativo della funzione motoria, come il Parkinson. Differisce dal morbo di Parkinson per i seguenti elementi: rarità, forte base genetica e soprattutto comparsa di grave demenza. Il termine corea deriva dal greco danza (come coreografia). Questa malattia è così definita per via dei movimenti rotatori e sinuosi che alcuni pazienti presentano e che assomigliano in certo modo ad una danza. Attualmente non esistono cure. L'insorgenza avviene intorno ai 45 anni. La morte interviene circa 15 anni dopo la comparsa dei primi sintomi.
 

E' un approccio comportamentista. Rappresenta l'applicazione dei principi del condizionamento operante ma, a differenza di questo, il modello S-R è mediazionale. Le tecniche più utilizzate sono la desensibilizzazione sistematica e il flooding. Entrambe sono finalizzate all'estinzione dell'ansia latente che presumibilmente alimenta i disturbi fobici. Secondo l'assunto di base, i processi non manifesti seguono le regole dell'apprendimento che governano il comportamento manifesto.
 


N

Con questo termine si indica la tendenza ad ammirare le proprie azioni ed i propri attributi corporei.Il narcisismo non viene considerata una forma di perversione, in quanto non si riferisce ad una soddisfazione sessuale ma può, anche in un normale sviluppo, far di se stesso l'oggetto d'amore.  
 

Disturbo caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna. Si sospetta che la malattia o la predisposizione a svilupparla possano essere una caratteristica ereditaria trasmessa dai genitori ai figli. 
 

Qualunque sostanza naturale o sintetica derivata dall'oppio, che allevia il dolore, produce sonno e altera lo stato d'animo.
 

Meccanismo di difesa attraverso il quale eventi rimossi possono tornare alla consapevolezza in forma negativa; il soggetto cioè ne rifiuta l'origine e il coinvolgimento personale
 

Farmaco ad azione sedativa sul sistema nervoso, usato negli stati maniacali, schizofrenici e psicotici. Ha un effetto molto più potente dei sedativi normali, in quanto attenua l'aggressività, riducendo progressivamente i disturbi psicotici cronici e acuti.
 

Sostanza chimica che si trova nel sistema nervoso e permette la trasmissione degli impulsi tra i neuroni.
 

(Neurastenia) forma di nevrosi caratterizzata essenzialmente da sensazione di stanchezza e debolezza a livello motorio e psichico, svogliatezza, apatia. Spesso sono presenti sensazioni spiacevoli in diverse parti del corpo, atteggiamenti ipocondriaci e psicosomatici. 
 


Disturbo psichico di media gravità. E' in relazione con il disturbo comportamentale, di entità più lieve, con la psicosi (più grave) ed è distinta dalle sindromi borderline poste fra nevrosi e psicosi.Il concetto venne introdotto alla fine del 1700 per indicare disturbi per i quali era impossibile indicare cause organiche e nel corso del tempo subì diverse trasformazioni.S. Freud, sulla cui teoria delle nevrosi si basa ancora oggi la scuola psicoanalitica, distinse quattro tipi di nevrosi: le nevrosi d'angoscia, le fobie, le nevrosi ossessive e l'isteria.


Nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi psichici (DSM IV), largamente usato, sono elencate isteria, fobie, disturbi anancastici, nevrastenici e ipocondriaci, depressioni distimiche, sindromi d'angoscia generalizzate, disturbi dissociativi e sindromi dolorose psicogeniche.Il disturbo nevrotico è un disturbo mentale senza base organica dimostrabile, nel quale il paziente pùo avere una considerevole introspezione e ha un contatto con la realtà non alterato, in quanto in genere non confonde le proprie esperienze e fantasie patologiche soggettive con la realtà esterna.Il comportamento può essere notevolmente alterato, per quanto in genere rimanga entro limiti sociali accettabili.La personalità non è disorganizzata. Le principali manifestazioni comprendono eccessiva ansia, sintomi isterici, fobie, sintomi ossessivi e compulsivi e depressione.Nonostante la definizione di nevrosi sia vaga e la sua spiegazione sia tanto complessa, questo concetto comprende un gruppo osservabile di stati psichici dolorosi che non vengono coperti da altre definizioni.  

 

neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale la cui alterazione pare avere implicazioni nella depressione e nella mania. 
 


O

Stato della coscienza che può variare dal semplice intorpidimento del pensiero, fino ad uno stato di stupore vicino al coma. L'Obnubilamento è sempre presente nella confusione mentale, quale ne sia la causa. Un microfase di obnubilamento è spesso normalmente presente durante il riflesso orgasmico. 
 

In psicanalisi ciò che permette la soddisfazione di una pulsione. Può consistere in oggetti veri e propri, in persone od anche in rappresentazioni di oggetti e persone. Nel bambino la costruzione dell'oggetto libidico è presupposto necessario perchè si instauri la prima relazione affettiva.
 

(psicologia analitica, Jung) Parti inconsce, non accettate o non riconosciute della personalità le quali sono molto spesso, ma non sempre, negative. L'Ombra rappresenta quella parte di noi stessi a cui non siamo collegati sufficientemente. 
 


Termine introdotto da W.B. Cannon per indicare la tendenza dell’organismo a mantenere il proprio equilibrio ed a conservare le proprie caratteristiche morfologiche e fisiologiche contro gli squilibri che possono essere determinati da variazione interne o esterne che, qualora non venissero compensati, comporterebbero la disintegrazione dell’organismo stesso. 
 

Pensiero, impulso, o immagine a carattere invasivo e ripetitivo, che si presenta con notevole frequenza alla mente e appare irrazionale e incontrollabile all'individuo che lo subisce.
 

P

 

ImageLe parafilie e i disturbi ad esse associati rappresentano un gruppo eterogeneo di comportamenti sessuali che hanno comuni vie patogenetiche. Sono caratterizzate da ricorrenti ed intensi impulsi sessuali, fantasie o comportamenti che coinvolgono oggetti inusuali (animali o oggetti inanimati), attività o situazioni (con persone non consenzienti inclusi bimbi o comportamenti sessuali che causano umiliazione e sofferenza nelle altre persone).


Termine descrittivo che indica o idee dominanti patologiche o idee deliranti di autoriferimento che riguardano uno o più temi diversi, sopratutto persecuzione, amore, odio, invidia, gelosia, onore, litigio, grandezza e soprannaturale.
Può essere associato con una psicosi organica; una reazione tossica; una condizione schizofrenica; una sindrome indipendente; una reazione ad uno stress emotivo o a un disturbo della personalità .
 


Con tale termine viene indicato un comportamento sessuale aberrante ed illeggittimo. Fra le perversioni si annoverano la bestialità, l'esibizionismo, il feticismo, il sadismo, il masochismo mentre ne sono esclusi la violenza carnale, l'incesto e la promiscuità.La teoria psicoanalitica ritiene che la perversione sia presente nel bambino ("perverso polimorfo") come una una normale tappa dello sviluppo sessuale mentre la presenza di tali patologie nell'adulto indica un'arresto dello sviluppo della personalità e della sessualità e la sua fissazione ad uno stadio pregenitale. e perversioni sono, in ogni caso, un costante fattore di disturbo della normale energia sessuale (libido). 
 


E' un meccanismo interno di difesa. Questa (falsa) percezione aiuta in genere a diminuire l'angoscia per le notevoli possibilità di soddisfazione del motivo non più appagabile o vietato, oppure a conseguire una rinunzia alla soddisfazione di questo motivo proprio in modo più efficace di quanto non sarebbe possibile senza proiezione.
 


  Disturbo della sfera nevrotica letteralmente traducibile come "mancanza di energia psichica"; caratterizzato da un abbassamento complessivo delle funzioni mentali di origine non organica ma collegato a problematiche di natura essenzialmente psicoaffettiva ed accompagnato da atteggiamenti di eccessiva dubbiosità ed indecisione.


ImageSostanze chimiche di diverse specie, naturali o sintetiche, che nei loro effetti principali sono psicotrope, cioè agiscono sul SNC, producendo mutamenti del comportamnto e delle esperienze interiori, attualmente in prevalenza reversibili. Neurofisiologicamente essi agiscono in gran parte selettivamente nelle diverse zone del Sistema Nervoso Centrale ( p.es. sistema limbico, sistema reticolare, talamo, corteccia cerebrale;) e interagiscono con diverse sostanze neuroumorali.


Psicologicamente ne sono interessati soprattutto gli aspetti motivazionali ed emozionali dell'apprendimento e della memoria, nonchè quelli integrativi del comportamento. Gli psicofarmaci vengono suddivisi grosso modo,in base a criteri psicologici e clinico-terapeutici, in : ipnotici, stimolanti, neurolettici, antidepressivi, tranquillanti e psicotomimetici.

 


Termine usato per un gruppo eterogeneo di condizioni che hanno in comune una grave alterazione delle funzioni mentali (escluso il ritardo mentale) associata ad un disturbo del contatto psicologico con la realtà ed in genere a comportamento sociale aberrante.I disturbi della coscienza, della memoria, dell'umore, della percezione, del pensiero o del comportamento psicomotorio sono manifestazioni cliniche preminenti che dipendono dalla natura della psicosi e l'introspezione è spesso notevolmente carente.La forma aggettivale "psicotico" è spesso usata in senso puramente descrittivo per indicare la presenza di certi sintomi come idee paranoidi, allucinazioni e disturbi del pensiero.Da un punto di vista etiologico le psicosi sono generalmente suddivise in forme con malattia fisica evidente che interessa le funzioni cerebrali (psicosi organiche) e forme con patologia strutturale o metabolica indeterminata (psicosi funzionali o endogene).
 


Termine introdotto da D. de Kerckhove, in analogia con quello delle biotecnologie, per definire quelle tecnologie che emulano, estendono, amplificano le funzioni senso-motorie, psicologiche e cognitive della mente. Diversamente dalle tecnologie del movimento, frutto del progresso scientifico dei secoli passati, le nuove tecnologie interagiscono in modo analogico con la psiche, estendendo la conoscenza e l’azione sui mondi virtuali dell’informazione e della comunicazione. 
 


Q

Corrisponde al rapporto età mentale / età cronologica x 100. Tra i valori 85 e 115, l'intelligenza è considerata "normale". Al di sotto di 85, si considera un deficit intellettivo, nello stesso modo in cui, al di sopra di 115, si stima che il soggetto abbia un'intelligenza superiore. 
 

(Terapia centrata sull'individuo) visione o percezione del mondo e di Sé propria dell'individuo; si distingue dal punto di vista di un osservatore esterno, di uno psicoterapeuta di un'altra persona.
 


R

test di K. Koch appartenente alla categoria dei reattivi proiettivi con lo scopo di ottenere una descrizione della personalità a partire dal disegno di un albero da parte del soggetto in esame. Con il passare degli anni questa tecnica ha accumulato una grande quantità di materiali che ha fornito elementi di interpretazione più stabili ed obiettivi.
 

Corrisponde alla capacità umana di affrontare le avversità della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato. (Grotberg, 1996)
 

  Meccanismo di difesa che prende origine da uno spostamento dell'energia libidica da oggetti tipici di una fase dello sviluppo psicosessuale ad oggetti tipici di una fase precedente.
 

Meccanismo di difesa che deriva dalla coscienza con il quale si cerca intenzionalmente di escludere dalla coscienza stessa un'idea, un fatto, una persona a cui si collega comunque un sentimento spiacevole o di conflitto. Si distingue dalla rimozione per via del fatto che viene attuato consapevolmente.  
 

Risposta non intenzionale, che non è appresa ed è specifica della specie, di una data parte del corpo a un dato stimolo.
 


Termine utilizzato in ambito psicoanalitico che individua uno dei meccanismi di difesa intrapsichici diretti solitamente al controllo della propria vita affettiva nel rapporto con le esigenze della realtà esterna. Il concetto classico di rimozione implica una visione dinamica della struttura di personalità di tipo conflittuale, e presuppone una istanza rimovente ed un contenuto rimosso sulla base di determinati valori, convinzioni, credenze del soggetto, collegati comunque all'aspetto pulsionale (p. es.; la difesa dell'Io da pulsioni "disturbanti" per l'assetto di personalità che vengono respinte e fissate nella sfera inconscia). 
 

Termine introdotto in psicologia dalla corrente del comportamentismo (vedi terapia cognitivo-comportamentale) per indicare un particolare processo di apprendimento basato sulla introduzione di ricompense a seguito di comportamenti considerati corretti (rinforzo positivo), oppure sull'eliminazione di stimoli piacevoli a seguito di comportamenti indesiderati (rinforzo negativo). 
 

Il comportamento che fa seguito a uno specifico stimolo.
 

  Disturbo che produce nella persona un funzionamento intellettivo significativamente al di sotto della media, con concomitanti deficit del funzionamento adattivo e con esordio prima dei 18 anni.
 


S


Il piacere deriva dall'infliggere dolore e umiliazione al partner. Sembra che derivi dal bisogno di capovolgere un ruolo vissuto da piccoli in cui il soggetto è stato vittima di abusi e maltrattamenti. 


Ritardo mentale causato da anormalità cromosomica, contraddistinta dalla presenza di 3 cromosomi 21 anzichè 2 (da cui la dizione "trisomia 21").
 


Perdita o alterazione non simulata della motricità volontaria e del sistema sensoriale, la cui genesi risiede in motivazioni psicologiche ed in problematiche di natura affettiva; trasformazione di un conflitto psichico in sintomo fisico che interessa il sistema motorio e sensoriale. 
 


Anche istinto gregario. E' il desiderio di rimanere in rapporti amichevoli con gli altri, o di partecipare con essi ad attività comuni.
 


ImageUn termine introdotto nella fisiologia umana da Cannon all'inizio degli anni 20 per indicare tutti gli stimoli fisici, chimici,
emozionali che superano una certa soglia critica e interrompono un equilibrio interno dell'organismo.Nella "sindrome generale di adattamento" descritta da Selye (1950) il termine ha modificato il suo significato ed è diventato un denominatore comune per le risposte non specifiche dell'organismo a tali stimoli.

Nell'uso corrente viene utilizzato in modo intercambiabile per descrivere vari stimoli avversi di intensità eccessiva; le risposte fisiologiche, comportamentali e soggettive ad essi; il contesto che media l'incontro tra l'individuo e gli stimoli stressanti; o tutti questi concetti insieme.Il termine è chiaramente abusato e dovrebbe essere utilizzato più cautamente.
 


T

Comprende l’insieme dei disordini personologici legati all’uso eccessivo e compulsivo delle tecnologie mediatiche avanzate, in grado di determinare un disagio soggettivo rilevante oltre che una difficoltà adattiva socio-relazionale ed affettiva con scadimento della performance lavorativa e relazionale sino alla chiusura pressoché totale ai rapporti esterni.
 


Secondo Festinger, che ha formulato questa teoria, chi ha credenze dissonanti su un argomento, tende a modificarle per ridurre la dissonanza.
 


Nozione per la quale gli essere umani operano fondamentalmente in termini di pulsioni pervasive e innate verso l'amore (Eros) e verso l'aggressitivà (Thanatos).
 

Istinto (o pulsione) diretto alla morte e all'autodistruzione, postulato da Freud per contrastare e bilanciare l'istinto di vita (Eros).
 

V

La soddisfazione erotica avviene attraverso la masturbazione mentre si spia da luoghi protetti coppie che fanno l'amore o persone che si stanno spogliando. La caratteristica di questa deviazione è legata alla segretezza della scena erotica, tant'è che il voyeur (guardone) non spia i nudisti sulla spiaggia, dove il nudo è una consuetudine: preferisce guardare a loro insaputa persone che non conosce. La soddisfazione che ne trae è proporzionale al piacere della trasgressione e al rischio di essere scoperto. Il voyeurismo è una forma di impotenza psicologica.


W

Scala di valutazione dell'intelligenza per adulti (Wechsler Adult Intelligence Scale), elaborata e standardizzata da David Wechsler. La lettera R sta a significare "revised", cioè riveduta.

Scala di valutazione dell'intelligenza per bambini (Wechsler Adult Intelligence Scale for Children), elaborata e standardizzata da David Wechsler. La lettera R sta a significare "revised", cioè riveduta. 


E' una persona il cui bisogno di lavorare è eccessivo da creare notevoli disagi ed interferenze nello stato di salute, nella felicità personale, nelle relazioni personali e nel funzionamento sociale. 


 


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