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SISTEMI ESPERTI IN PSICOLOGIA - Tesi di Laurea di Marco Lazzeri
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Indice articolo
SISTEMI ESPERTI IN PSICOLOGIA - Tesi di Laurea di Marco Lazzeri
1.1 Che cos'è un sistema esperto
1.2 Storia e applicazioni dei Sistemi Esperti
1.3 Architettura generale di un Sistema Esperto
1.4 Conoscenza da inserire nel programma
1.5 Rappresentazione della conoscenza per Sistemi Esperti
2.1 I sistemi di supporto alla decisione terapeutica
2.2 I sistemi storici in psicologia clinica
2.3 I sistemi di oggi
2.4 Applicazioni potenziali
2.5 Rapporto uomo-macchina
2.6 Analisi di un prototipo di sistema esperto
3.1 Nei Sistemi Esperti le conoscenze specifiche del dominio e le procedure generali di elaborazione sono separate
3.2 La responsabilità delle decisioni è nell'uomo o del motore inferenziale?
3.3 Il sistema può fornire giustificazioni delle proprie decisioni?
3.4 Le limitazioni inerenti alle basi di conoscenze dei sistemi esperti
3.5 Dare fiducia a un sistema esperto
4.1 Fattori che influenzano l'impiego dei sistemi automatici in psicologia clinica
4.2 I sistemi del futuro
4.3 I GDSS e gli ITS
4.4 La logica dei sistemi esperti nella realtà virtuale
Conclusione
Bibliografia
Webgrafia

ImageSISTEMI ESPERTI IN PSICOLOGIA - Tesi di Laurea di Marco Lazzeri
Università della Valle d'Aosta, Anno Accademico 2007/2008

Introduzione
Fin dagli anni ’40 si era compreso che la memoria del computer, per le caratteristiche di stabilità ed incorruttibilità nel tempo, poteva costruire una singolare riserva di dati e di fatti subito disponibili. Appositi programmi di regole pensate ad hoc avrebbero consentito di gestire, combinare, confrontare dati e fatti per trarne conclusioni. I progetti iniziali si dimostrarono però troppo ambiziosi, incapaci di fornire valide soluzioni. In realtà si era eccessivamente privilegiato l’aspetto speculativo, cioè la ricerca delle soluzioni, a scapito di quello applicativo, cioè l’inquadramento dei problemi.

Negli ultimi due decenni l’utilizzazione di appositi linguaggi, la diffusione di macchine più flessibili e le moderne acquisizioni di psicologia della conoscenza hanno portato allo sviluppo di una nuova branca informatica, l’Intelligenza Artificiale (A.I.). Nell’ambito dell’A.I. assumono particolare rilevanza le tecniche che consentono di incorporare la conoscenza di un particolare e limitato dominio in un software in grado di risolvere problemi attinenti a tale campo, fornendo risposte simili a quelle che si otterrebbero da un esperto umano.

Genericamente tali programmi sono denominati Sistemi Esperti e si rivolgono a molti campi dell’attività umana. Il termine “sistema esperto” fu introdotto per la prima volta nel linguaggio informatico da E. A. Feigenbaum nel 1977.


Un sistema esperto si compone in sostanza di tre sezioni: una base di conoscenza dove viene memorizzata tutta la competenza specialistica a disposizione del sistema, un motore inferenziale che opera sulle conoscenze per giungere a delle conclusioni e un’interfaccia utente che permette l’interazione fra il soggetto umano ed il sistema.

Il punto di vista dell’informatica su questi elaboratori elettronici è sempre stato caratterizzato da una certa diffidenza. Un articolo di Computing (23 febbraio 1989) ha descritto il sistema esperto come “la risposta informatica all’Acid House Music”, sottintendendo, con ciò, che esso rimane nettamente ai margini del filone principale dell’informatica, con un seguito dettato da motivi di culto.

 

Ne è conseguito che gli sviluppi teorici non sempre sono andati di pari passo con i progressi nel campo delle applicazioni pratiche e l’introduzione di prodotti che avessero le caratteristiche di veri sistemi esperti è stata lenta. I rivenditori di software hanno sfruttato il fascino che accompagna il concetto di “intelligenza artificiale” per legittimare e promuovere prodotti dalla portata e utilità assai limitate. In effetti, il novero di sistemi esperti utili e incisivi rimane relativamente basso nell’uso comune.


Come anticipato già all’inizio sono molte le professioni che fanno utilizzo di questi artefatti artificiali. Anche la psicologia clinica, nonostante i considerevoli vantaggi apportati dall’utilizzo di questi programmi, si muove con molta cautela. Con lo svolgimento di questa tesi vorrei riuscire a portare un piccolo contributo a favore delle possibilità concrete che tali software possono dare allo psicologo clinico