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Un oscuro bisogno di uccidere
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 Recensione a cura del dott. Michelangelo Sassi

Ambra, Veronica e Milena da Chiavenna. Maurizio Spinelli. Michele Profeta. Andreas Kristler. Loretta Zen. Bestie di Satana. Sonya Caleffi. Angelo Izzo. Mary Patrizio.Non si tratta di una lista di invitati ad una festa. Potrebbero sembrare nomi comuni, persone come altre che vivono e lasciano vivere, ma questo per loro non è stato possibile. La cronaca nera degli ultimi anni ha raccontato le storie di questi individui, storie spesso complesse, spesso ordinarie, ma comunque storie da raccontare. La cronaca giornalistica racconta ciò che succede nello spazio intorno a noi, racconta i fatti accaduti, per diffondere notizie al popolo curioso e attratto da ciò che varca i limiti del controllo sociale.Ma c’è chi non si accontenta degli articoli letti sui giornali, c’è chi vuole andare oltre il semplice racconto cronologico, c’è chi vuole una risposta ai tanti “perché” che gli vengono in mente quando apprende che una mamma ha messo la propria figlioletta in lavatrice insieme ai panni sporchi.“Un oscuro bisogno di uccidere” è ciò che accomuna i personaggi elencati all’inizio, è ciò che ci fa balzare in mente i tanti “perché”, è ciò che ci fa pensare…..”Perché loro e non io?”.

 

 

 

 Sarebbe troppo facile e a dir poco scientificamente vomitevole affermare che “sono tutti malati di mente, persone anormali”. Massimo Picozzi è la persona in grado di raccontare le storie di queste persone senza scadere nel semplicismo dannoso che “va di moda” nella nostra era mediatica, uno scienziato che sa  raccontare i fatti estremi di cui si occupa personalmente, uno scienziato che racconta molto bene la sua scienza. E la scienza si sa……esiste per dare risposte ai tanti “perché”.Un libro che consiglio alle persone che non amano le cose facili e scientificamente vomitevoli, una lettura utile per cercare e trovare risposta ai propri perché in tema di crimine, utile a scavalcare i luoghi comuni e le false verità.





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