Luciano Peirone ed Elena Gerardi - Psicologi, Psicoterapeuti
Nella cosiddetta
terza età (Amoretti e Ratti, 1994), il “senior” (nuovo tipo di persona
che affronta con forza e coraggio il tempo che passa nel corso della
vita) non si dà certo per vinto. Neppure in campo erotico-sessuale.
Anzi, il tempo libero di cui dispone diventa tempo “liberato”, in varie
direzioni, anche quella della corporeità, anche quella dei sentimenti.
La ricerca del partner non conosce limiti...
Il cervello viene
mantenuto efficiente (Levi Montalcini, 1998) attraverso l'uso
sistematico della mente che “si informa e si forma”. Attingendo al
tempo di vita prolungato (Vergani, 1999) ed alla fonte dell’età che
passa (Friedan, 1993), la “freschezza” (Laslett, 1989) e la
“giovinezza” (Cesa Bianchi, 1998; Levi, 1998) degli attuali seniores
“modernizza” i concetti di anzianità e di vecchiaia (Macchione, 1994).
L'arricchimento culturale dei “nuovi studenti dai capelli d'argento” li
rende ancor più attivi: di conseguenza, Eros non si sottrae più (come
un tempo) alle lusinghe del desiderio. In netto contrasto con certi pregiudizi e luoghi comuni, l'odierna
terza età non si contrappone alla esuberante passionalità della
giovinezza. Certo, non si è più belli e prestanti come un tempo (“Il
mio corpo non è più quello dei vent’anni!”), ma... ancor viva e vitale
risulta l'energia che il corpo (e con esso l'anima!) può offrire.
Quale sessualità per il senior?
Risulta sempre più crescente la scoperta (o riscoperta?) del sesso come
curiosa ed attenta esplorazione del proprio e dell'altrui corpo, della
propria e dell'altrui capacità di provare piacere, della propria e
dell'altrui attitudine a costruire affettività nell'ambito di relazioni
intime.
Suonano così le parole di una persona della terza età che è stata
intervistata: “La vita ti cambia, in tante cose: anche nel sesso”. Il
bisogno di cambiamenti, la necessità di un nuovo comportamento e di una
nuova identità, emergono con “misurata prepotenza”, quasi simile a
quella giovanile. Forse, nel medesimo individuo, il forte desiderio non
è diminuito col passare del tempo. Forse si è rafforzato nella fase
discendente della vita, proprio quale risposta “forte” a problemi ed
acciacchi, con il significato di “Non ho più molto tempo, non ho più
molte occasioni... perché sprecare l'uno e le altre?”. Più che
comprensibile.
Inoltre, la frase sul cambiamento vuol pure rappresentare il bisogno di
una libertà dapprima mai goduta: si tratta quindi di una critica
dell'antiquato moralismo in campo sessuale. A vent'anni ci si comporta
in un modo, e poi a cinquanta si cambia, e a sessanta/settanta si
cambia ulteriormente. Si mette da parte il moralismo bacchettone, e si
dà libertà al corpo ed ai sensi. Ci si può sessualmente trasformare,
nel comportamento e nelle convinzioni (“Perché mai proibirmi il
piacere?”), anche da anziani. Ma i moderni “anziani” non amano sentirsi
chiamare tali! Preferiscono il termine “seniores”... ed hanno
pienamente ragione!
Pudore o riservatezza?
Ovviamente, per la terza età “impegnata” nel campo erotico-sessuale
esiste una sorta di riservatezza (che però non è più “pudore”, almeno
nel vecchio senso della parola). Usando il linguaggio automobilistico,
è un po' come dire che, a fronte di “acceleratore premuto, vettura in
movimento, discreta velocità”, si hanno “difficoltà nell’ingranare le
marce, difficoltà a girare il volante e (a volte) freno a mano tirato”;
ma al giorno d'oggi, con l'avvento del senior (cioè l'anziano
fisicamente sano, psicologicamente sensibile e culturalmente attivo),
si fa presto a “prendere (o riprendere) la patente”.
L’erotismo maturo...
Numerosi e significativi sono i cambiamenti indotti sull'Eros dalla odierna versione della civiltà occidentale.
Sicuramente, esistono alcuni freni derivanti da soggettivi vissuti di inadeguatezza estetica (prevalentemente femminili). Tuttavia, le donne della attuale terza età
fanno molto più sesso (sia rispetto alla propria individuale giovinezza
sia rispetto alla collettiva terza età situata in un tempo ormai
passato).
Da parte loro, erotismo e pudore si intrecciano, ma il primo tende a
guadagnare sempre più terreno rispetto al secondo. Il pudore, infatti,
risulta assai differente da quello delle generazioni precedenti (il
“peccato” è quasi del tutto scomparso...). L'odierno senso del pudore,
nella terza età, rende le emozioni erotico-sessuali ancora parzialmente
“frenate”, ma con un ben differente significato: l'ostacolo risiede non
più nel senso di colpa bensì nell'imbarazzo.
Inoltre, in teoria le donne consciamente gradirebbero un partner dolce
e affettuoso,“femminilizzato”, mentre in pratica la loro risposta
erotica direttamente proveniente dall'inconscio rende ancor valido, in
una certa misura, l'antico detto “vis grata puellae”: il bisogno
dell'uomo “forte” (nel senso buono del termine, cioè il maschio deciso
e rassicurante) si fa ancora valere.
Un altro tipico fenomeno è il seguente: anche la terza età,
coerentemente con i costumi oggi socialmente emergenti, tende a seguire
in campo sessuale-sentimentale il modello del “single”, cioè “ognuno a
casa propria”. Tale forma di “individualità” corrode in una certa
misura l'idea di coppia sessualmente fissa e monogamica.
Insomma, nel moderno universo dell’Eros, i seniores hanno un
comportamento più operativo e più disinvolto. Il desiderio sessuale
risulta sempre più “agito”, senza gli antichi freni inibitori tipici di
una società repressiva. Le cose cambiano in fretta, molto in fretta...
anche nella vita erotica.
Innamoramento e amore, nella terza età
L’innamoramento del senior si configura come ricerca nel partner
soprattutto di un complice, di una persona in grado di ascoltare e
aiutare, insomma quale bisogno di reciproco sostegno. Un certo pudore
dei sentimenti e una soggettiva diffidenza/insicurezza possono rendere
difficile l’incontro con l’altro/altra, venendo a contrastare in modo
conflittuale il bisogno di amore e gratificazione affettiva, e in tal
modo frenando il “coraggio di mettersi in gioco, di rischiare”:
l'intimità non è sempre facile...
Va detto che chi aveva vissuto in precedenza un rapporto sentimentale
intenso e gratificante, è in generale più disposto a ritentare
“l’avventura dei sentimenti”, mentre chi aveva avuto un legame di
coppia fallimentare (soprattutto se legato a problematiche di
insicurezza personale), si trova svantaggiato nel mettersi in
discussione in un nuovo legame.
In ogni caso, eterno è il bisogno della gratificazione affettiva intima e profonda.
La coppia nella terza età, oggi
La ricerca di un partner non ha ormai più limiti di età. Si è capito
che la coppia è un antidoto, una terapia efficace contro la solitudine.
La solitudine costituisce infatti il male peggiore della terza età, un
male che ha ripercussioni negative sia sulla psiche sia sul corpo.
Incontrarsi, amarsi, fare coppia vuol dire dunque - soprattutto
nell’età post-adulta, un’età che dovrebbe coincidere con sentimenti
ampiamente maturati - ritrovare la freschezza delle emozioni, lo
slancio di un corpo “rinato”, la gratificazione nell’essere oggetto di
attenzioni e calore, la gratitudine per essere stati capiti ed
accettati. Tuttavia, a differenza della coppia “giovane”, prevalgono
non la passionalità ma altre cose: la quieta complicità; la
condivisione di interessi, di viaggi, di letture, di scambio di idee;
la sintonia su cose più astratte che concrete, più sublimate che
operative.
In ogni caso, oggi la coppia costituita da seniores attenti e sensibili “rimette in pista” spinte
giovanili non sempre del tutto soddisfatte, permettendo così un
recupero di cose che probabilmente si erano già date per perse.
La preparazione culturale nello stile di vita ad elevata qualità
La terza età che studia, che apprende e che mette a profitto sia le
informazioni sia il tempo libero (Università Primo Levi, 2001; Re,
2004), riesce a entrare in una dimensione capace di valorizzare e
potenziare un life style positivo, sereno e salutare (Laicardi e
Piperno, 1980; Gerardi e Peirone, 1989; Lucchetti, 1999).
Ne consegue che il tramonto è ancora lontano (Peirone e Gerardi, 2009),
anche per quanto riguarda la sfera sessuale, la sfera erotica, la sfera
dei legami sentimentali, la sfera degli affetti intimi e profondi.
“Sex & Love” (Kaplan, 1974; Alberoni, 1979; Pasini, Crépault e
Galimberti, 1988; De Leo e Capodieci, 1990) non è più una formula
proibita per il senior: anzi, è una formula da sbandierare con il
giusto orgoglio di chi sa invecchiare bene.
Il cuore non invecchia
Liberati dai pregiudizi secondo cui l’innamoramento e l’amore erano
appannaggio dei giovani, i seniores si avventurano oggi coraggiosamente
alla scoperta di nuovi orizzonti, relativi a sentimenti e affettività,
amore e sessualità.
Il vecchio detto che “gli affari di cuore non conoscono limiti” è
sempre più attuale: lo dimostra l’aumento del numero di legami
“sentimentali”, anche se non sempre formalizzati dal matrimonio o
consolidati dalla coabitazione. Sono forme nuove di vivere situazioni
di coppia con le quali i seniores cercano di far fronte ai problemi di
solitudine cui sono non di rado esposti i soggetti della terza età. I
rapporti di affettuosa amicizia, che nascono nella ordinaria
quotidianità come nelle sempre più numerose istituzioni ricreative e
culturali, mettono in evidenza bisogni di comunicazione profonda, di
compagnia, di quotidiana presenza affettiva, di sessualità operativa.
L'innamoramento-reinnamoramento, anche in età “non più verde”, costituisce un nuovo progetto fusionale nella affettività di coppia. La ricerca del partner,
la ricerca dell'Altro, non cessano mai di affascinare l'animo umano. Il “cuore” (inteso quale metaforica sede delle più intime sensazioni e
potenti passioni) non si spegne. Afferma Gabriel García Márquez: “Agli
uomini dimostrerei quanto sbagliano nel pensare che si smette di
innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando
si smette di innamorarsi”. A differenza del corpo, il “cuore” non
conosce invecchiamento.
Bibliografia
Alberoni F. (1979). Innamoramento e amore. Milano: Garzanti.
Amoretti G., & Ratti M.T. (1994). Psicologia e terza età. Prospettive psicologiche sul tema dell'invecchiamento. Roma: La Nuova Italia Scientifica.
Cesa Bianchi M. (1998). Giovani per sempre? L'arte di invecchiare. Roma-Bari: Laterza.
De Leo D., & Capodieci S. (1990). La vita sessuale nella terza età. Milano: Mursia.
Friedan B. (1993). The fountain of age. New York: Simon & Schuster (trad. it. L'età da inventare: la seconda metà della vita. Milano: Frassinelli, 1994).
Gerardi E., & Peirone L. (1989). Vivere sani, vivere sereni. Per una psicologia della salute. Cuneo: Edizioni L’Arciere.
Kaplan H.S. (1974). The new sex therapy (trad. it. Nuove terapie sessuali. Milano: Bompiani, 1976).
Laicardi C., & Piperno A. (1980). La qualità della vita nella terza età. Roma: Borla.
Laslett P. (1989). A fresh map of life: the emergence of the third age. London: Weidenfeld & Nicholson (trad. it. Una nuova mappa della vita. L'emergere della terza età. Bologna: il Mulino, 1992).
Levi A. (1998). La vecchiaia può attendere, ovvero l'arte di restare giovani. Milano: Mondadori.
Levi Montalcini R. (1998). L'asso nella manica a brandelli. Milano: Baldini & Castoldi.
Lucchetti M. (1999). Invecchiare bene. Lo stile di vita positivo per la salute e nella dipendenza. Bologna: il Mulino.
Macchione C. (1994). Vecchi o anziani? Padova: UPSEL.
Pasini W., Crépault C., & Galimberti U. (1988). L'immaginario sessuale. Milano: Raffaello Cortina.
Peirone L., & Gerardi E. (2009). Il sole della sera. La ricerca del benessere nel passare del tempo. Torino: Antigone Edizioni.
Re I.M. (2004). UNITRE: radici e prospettive di un 'progetto di vita'. In Cugno A. (ed.) Il dialogo tra le generazioni. Formazione e comunicazione oltre le frontiere. Milano: Angeli, 307-334.
Università Primo Levi (ed.) (2001). Il sapere nella terza età. Bologna: Università Primo Levi.
Vergani C. (1999). La nuova longevità. Milano: Mondadori.
Luciano Peirone ed Elena Gerardi,
sono psicologi psicoterapeuti. Vivono e lavorano a Torino, occupandosi
di psicoterapia psicoanalitica e psicoterapia eclettico-integrata,
sessuologia, psicosomatica, training autogeno, disturbi del
comportamento alimentare, psicologia della salute. Hanno scritto
numerosi libri ed articoli (sia scientifici sia divulgativi).
Tratto da "Psiconline.it"
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